
Un verdetto d'esempio
Chat di famiglia
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La sentenza
👨👩👧👦 Gruppo di famigliaTrecentododici messaggi sul brodo e mai una volta "mi manchi"
Il colpo d'occhio
Ho fatto il conto: in due anni avete scritto trecentododici messaggi sul ripieno dei tortellini e nemmeno uno in cui qualcuno dicesse a un altro che gli manca. Non è una chat di famiglia, è un conclave con le emoji. E il bello è che tutta questa fatica serve a una cosa sola: dirvi che ci siete, facendo finta di parlare di sedano.
I personaggi
Zia Mara Venerdì apre le danze ogni mattina alle 5:47 con un buongiorno diverso: gattini, angeli, una cascata che luccica e non c'entra niente con niente. Non le risponde mai nessuno e lei non salta un giorno da due anni. Cara, quella è la definizione più precisa di fede che io abbia visto fuori da una chiesa — e il giorno che non è arrivato niente, hanno scritto tutti in dieci minuti "zia tutto bene?".
Mamma Antonella Chierici ha il dono di trasformare qualunque notizia in una domanda sul cibo. Le hanno annunciato una laurea e ha risposto "bravissima amore, allora domenica lasagna?". Tesoro, tu l'amore lo misuri in teglie, e le teglie arrivano sempre, ma ogni tanto dillo pure con la bocca che fa meno calorie.
Papà Gerry Sciotti scrive tre parole al mese e sono sempre le stesse: "ok", "va bene", "ci penso io". Poi tre giorni dopo nel gruppo compare la fotografia del garage sistemato, e nessuno gliel'aveva chiesto. Gli uomini della sua generazione non dicono che ci sono: lo dimostrano con le mensole.
Nonna Iva Zanichelli manda un vocale a settimana, dura cinque minuti, comincia sempre con "pronto?" anche se non è una telefonata, e la notizia grossa la butta lì al minuto quattro come se fosse il meteo — l'operazione, il vicino che è mancato, i soldi vinti al gratta e vinci. È il telegiornale di famiglia e non lo sa.
Il cugino Damiano Manischino in due anni è comparso quattro volte: due per il wifi, una per il tatuaggio, una per litigare sul cenone. Però la notte che la nonna è stata male, il messaggio delle sei del mattino era il suo.
Le dinamiche
Questa famiglia funziona a campane: settimane di silenzio assoluto, poi succede qualcosa e suonate tutti insieme nel giro di dieci minuti. La lite annuale sul cenone è teatro, ognuno sa la sua parte a memoria, e finisce sempre come dice Iva. Infatti l'anno che Antonella ha provato a cambiare il ripieno il gruppo è rimasto muto ventidue ore, che in famiglia è una guerra fredda con tanto di trattato.
E poi il capolavoro: il gruppo rinominato "Famiglia Sciotti 🎄 Natale" e mai più corretto. Da due anni organizzate il ferragosto sotto un albero di Natale, e nessuno tocca quel nome, perché è dell'anno in cui eravate tutti seduti allo stesso tavolo.
Il verdetto di Nonna
Sentitemi bene, che io il brodo lo faccio col cappone dal 1961 e non ho mai avuto bisogno di chiedere il parere a cinque persone.
Mara, i tuoi buongiorno non li commenta nessuno ma svegliano una famiglia intera: non stai parlando da sola. Antonella, la laurea di tua figlia meritava una frase sua, la lasagna gliela fai lo stesso. Gerry, le tue tre parole al mese pesano più dei nostri romanzi, ma prova a scriverne una quarta, che tua figlia la sta aspettando dal 2023. Damiano, tu ci sei quando conta e questo ti salva — il wifi te lo danno comunque, potresti passare anche senza la scusa. E Iva, cara collega: continua col telegiornale, ma l'operazione mettila all'inizio del vocale, non al minuto quattro, che a noi il cuore non è più quello di prima.
Voi non litigate sul brodo. Siete cinque persone che hanno trovato il modo di sentirsi ogni giorno parlando di tortellini, sotto un albero di Natale che a ferragosto non ha il coraggio di spegnere nessuno. E fate bene. ⚖️
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